Il tempo della cucina vera

"Sulla collina della Malavolta, tra boschi, silenzi e profumi di macchia mediterranea, la storia della Piccionaia inizia molto prima di diventare un ristorante."

Gli inizi

A metà degli anni Sessanta, in questo luogo nacque un piccolo ristoro chiamato Il Cacciatore. Un punto di riferimento semplice e autentico, frequentato da chi tornava dalla macchia dopo lunghe giornate all’aria aperta. Qui ci si rifocillava tra una chiacchiera e l’altra, con pane e prosciutto, “gottini” di vino rosso al fiasco e il calore di un ambiente schietto e conviviale.

Con il tempo, Il Cacciatore divenne conosciuto per la sua cucina di sostanza: zuppe fumanti, fritti generosi, umidi saporiti. Una cucina sincera che per oltre vent’anni ha rappresentato un riferimento per il territorio, fino alla cessazione delle attività a metà degli anni Ottanta.

Gli anni '90

Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1991 questo luogo tornò a vivere con un nuovo nome: La Piccionaia. Fin dal primo giorno si distinse per una cucina profondamente legata alla tradizione toscana di campagna, proposta in un ambiente familiare e accogliente, caratterizzato da un’architettura calda e raccolta, capace di evocare il fascino delle baite di montagna.

Negli anni, La Piccionaia ha attraversato nuove stagioni, momenti di pausa e nuove rinascite, senza mai perdere la propria identità. Oggi continua il suo percorso mantenendo salde le radici nella tradizione, arricchendo la proposta con ingredienti selezionati e sapori scelti tra le eccellenze della Toscana, per offrire ogni piatto nella sua forma migliore.

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Oggi

A guidare questo nuovo corso è la tenacia, la ricerca e l’amore profondo per questo territorio che Erika Luciani, proprietaria della Piccionaia, mette ogni giorno nella gestione di questo luogo ritrovato. Un lavoro fatto di scelte consapevoli, attenzione ai dettagli e rispetto per l’anima del posto, che ha delineato nel tempo un percorso chiaro e riconoscibile.

Un percorso condiviso con una squadra affiatata, dove in cucina operano lo Chef Mario Alò, la cuoca Gaya Luciani, diplomata all’ALMA, e il Mastro Fuochista Salvatore Pisani, uniti dalla volontà di proporre una cucina autentica, fatta di tradizione, tecnica e qualità. In sala, l’accoglienza resta quella di sempre: sincera, familiare, attenta, capace di far sentire ogni ospite parte di questa storia.

Un cammino ritrovato...

Questo lavoro corale ha permesso oggi alla Piccionaia di entrare nella Guida alle Osterie d’Italia SlowFood, un riconoscimento che premia non solo la cucina, ma una visione coerente dell’ospitalità e del rapporto con il territorio.

La Piccionaia continua così il suo cammino: non come semplice ritorno al passato, ma come progetto vivo, consapevole e profondamente radicato nel presente.
Un luogo dove la tradizione non è un ricordo, ma un gesto quotidiano.

“Benvenuti in Piccionaia”.